Un sabato sera, stava per inserire il dvd di uno dei suoi film preferiti: - “Sliding Doors” con Gwyneth Paltrow. Lo aveva visto almeno un milione di volte ma non si stancava mai! Ad un tratto sentii il campanello.
Prese il citofono. “Chi è?” chiese stupita.
“Sono io, posso salire?” chiese la voce affannata di Roby.
“Ma non dovevi lavorare questa sera?”
“Sì, ma siamo in pausa panino-cena e sono scappato un attimo”.
“Va bene, sali”.
Sul piccolo tavolino della piccola cucina c’era una bottiglia di “Santa Cristina” appena iniziata.
“Bevi da sola?” Chiese Roby immaginandosi la scena.
“Faccio tante cose ultimamente da sola …”
“Perché lo vuoi tu, Giovanna!”
“No! Non è perché lo voglio io! E’ perché non so più chi sono, non so da che cazzo di parte devo guardare e poi tu non ci sei mai, lavori di continuo, l’unico momento in cui ti posso vedere sono le tre del mattino, quando sono fortunata!”
“Non dare la colpa a me per qualcosa che non va dentro di te! Io ti amo!!”
“A volte l’amore non basta! Perché non lo capisci?”
“Lo pensi davvero?” Roby sbatté il pugno sulla tavola, era la prima volta che Giovanna lo vedeva così furioso. “Perché se pensi veramente quello che hai detto mi devi guardare in faccia e dirmi di sparire! Adesso basta! O con me o senza di me!”
Pietrificata. La figura di Giovanna si immobilizzò per qualche secondo e poi cominciò a tremare e a scaldarsi dalle guance in giù, un’ondata di lacrime le graffiò prima il viso e poi tutto il resto. Roby la prese, la strinse, cominciò a baciarla con una passione diversa, come se sapesse che quella sarebbe stata l’ultima volta.
Fecero l’amore come mai prima e più Giovanna si sentiva sua e più piangeva e malediceva il giorno in cui aveva incontrato quel ragazzo così speciale che però non riusciva ad amare liberamente.
“ Io ti amo Gio, non voglio perderti ma non ce la faccio più ad andare avanti così..aiutami.. ti prego … almeno aiutami ad odiarti, così riuscirò a lasciarti andare … se è questo che vuoi …”
Con un filo di voce, mentre stringeva le sue spalle così forti e odorava i suoi capelli, Giovanna buttò finalmente fuori i pensieri che la tormentavano: “Io non voglio lasciarti Roby, ma sento che se non cambio qualcosa nella mia vita non sarò mai felice e non lo sarei nemmeno tu … sento di non essere la persona giusta per te … meriti qualcuno che sappia ridere e sdrammatizzare i problemi della vita come fai tu, qualcuno che ti sostenga, che ti aiuti, le tue giornate sono già abbastanza faticose. Tutto questo io non te lo posso dare, sicuramente non adesso, ci siamo incontrati in un momento sbagliato … sono troppo stanca, fisicamente e mentalmente, per essere all’altezza di questa relazione e Dio solo sa quanto vorrei essere felice vicino a te. Invece ci rendo la vita impossibile.”
“Ti chiedo un’ultima cosa.” Si precipitò a dire Roby. “Riflettici ancora un po’, pensa bene a quello che vuoi fare. Non puoi più giocare, né con me né tantomeno con te stessa … ora vado, sono già in ritardo. Non bere troppo, non serve affogare i propri dispiaceri nel vino. Fatti dare piuttosto un consiglio dalla tua amica Helen.” Un sorriso amaro si stampò sul viso di Roby che lasciò Giovanna sdraiata, nuda, sul due posti in centro della stanza. Uscì e richiudendosi la porta alle spalle si chiese che fine avrebbe fatto quella che lui avrebbe voluto fosse stata, la donna della sua vita.