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lunedì 31 ottobre 2011

Vedo nei suoi occhi un' inquietudine misteriosa

13 novembre 2000 h. 22.00 lunedì

Ho conosciuto Luna, una ragazza stupenda. Abbiamo fatto il viaggio in treno insieme fino a Genova sabato mattina. Il destino ci ha fatto incontrare e abbiamo scoperto di avere tante cose in comune: lettura, scrittura, viaggi... ha il ragazzo ad Alassio ed è probabile che ci incontreremo spesso. La cosa fantastica di questa ragazza è che ha saputo mettermi una calma in corpo mai provata, più parlavo con lei e più i miei sensi si stabilizzavano. Fisicamente è tutto l’opposto di me: pesa 42 kg, (penso che sia un po’ anoressica)… ha la carnagione molto scura, i capelli lunghissimi, neri, gli occhi scuri e profondi e porta sempre con sé la sua cagnolina. Il treno sembra casa sua: si trucca, disegna, legge, fa il punto e croce e poi ha tanti giochini per la sua cucciola.
Mi mette solo a disagio, ogni tanto, il suo sorriso perchè sembra  che .. sorrida piangendo...non so come spiegarti, ti guarda dritta neglii occhi, raccontandoti una cosa piacevole, con le labbra curve verso l'alto ma, ti aspetti che pianga da un momento all'altro! Come se lei non meritasse la cosa bella che di cui ti sta parlando...ho trovato un'inquietudine misteriosa nei suoi occhi...
Però, allo stesso tempo mi ha aperto molto la mente, quasi non volevo scendere dal treno. Venerdì pomeriggio avevo chiesto un aiuto a Dio e, sono sicura, mi ha mandato lei. Infatti abbiamo parlato del cibo: lei ha il problema opposto al mio: quando è triste o nervosa non mangia più ed è dimagrita ancora, mi ha detto. Che strano...io reagisco svuotando il frigo e lei chiudendo lo stomaco....la mente è capace davvero di controllare il nostro corpo così tanto da portarci a stare sempre più male...ma se stravolgi le cose allora, può guarirti e farti stare solo bene...."basta"  trovare la chiave giusta e aprire la porta della mente che ti fa respirare felice.... purtroppo non è così semplice...ma io credo che ci sia una via d'uscita per ognugno di noi. Spero proprio di rivederla e parlare ancora con lei.


sabato 29 ottobre 2011

Doveva trovare il coraggio di dirglielo

Giovanna faceva la dura ma dentro tremava, sapeva che lei e solo lei poteva risolvere questa cosa.
Uno squillo sul cellulare. Stefano era sotto casa che l’aspettava.

I due andarono a cena in un ristorante cinese, piaceva molto ad entrambi, anche se avevano tentato per anni di gustare i ravioli al vapore e il riso alle verdure con le bacchette, senza ottenere grossi risultati!
Si dissero tante cose e Giovanna pianse praticamente per tutto il tempo, tanto che la esile cameriera si preoccupò : “ Tutto bene signolina? “
“Sì, sì, non si preoccupi ….”
Stefano, finché Giovanna non gli confessò di volerlo lasciare, non si rese perfettamente conto di quello che stava accadendo ma poi capì:
“Non possiamo buttare al vento tutti questi anni!”
“Lo so, mi sento così strana … ma … sono innamorata di un altro.”
“Cosa? Secondo me non lo sai nemmeno tu cosa vuoi! Cosa provi o con chi vuoi stare! Fai quello vuoi ma permettimi di darti un consiglio: non ti buttare a capofitto in una nuova storia senza prima avere fatto pulizia nella tua vita. Stai affrontando un periodo difficile e molto faticoso, non ragioni lucidamente ….”
Giovanna piangeva e basta. Stefano la riaccompagnò sotto casa e la guardò entrare nel portone senza poter fare nulla. Prima di prendere l’ascensore lei lo fissò a lungo, con gli occhi gonfi e stanchi: cosa ne sarebbe stato di lei senza Stefano? In fondo, da quando aveva 18 anni lui era stata l’unica persona con la quale aveva sempre parlato di tutto, con la quale si era confidata, aveva pianto, riso, fatto l’amore, lui l’aveva aiutata ad uscire dal terribile incubo della bulimia e ora, il sentimento rimasto non aveva un colore preciso! Per Giovanna era inconcepibile! Esisteva il bianco o il nero! Premette il pulsante del terzo piano e l’ascensore la portò lontano da Stefano per sempre. O almeno di questo era convinta. 

Quando aprì la porta di casa gli occhi di Roby incrociarono il suo sguardo triste, ma non riuscì neppure ad abbracciarlo, si chiuse in camera e pianse ancora e ancora fino ad addormentarsi.
Si risvegliò dopo un tempo indefinito.
Erano andati tutti a casa, tutti tranne Massimo e Roby che, insieme a Valentina stavano consumando un amaro caffè e parlando del più e del meno per cercare di alleggerire l’atmosfera. Verso l’una, Giovanna entrò in cucina: “Brutti egoisti, fate il caffè e non me ne offrite neppure una tazzina?” sorrise. “Certo cara, vieni a sederti!” Esultò Valentina, tanto preoccupata per la sua amica ma contenta di rivedere un timido sorriso sulla sua faccina.
Roby la prese per mano e la portò fuori in terrazza:
“Come stai?”
“Svuotata! Ho un misto di sensazioni che girano nello stomaco”
“Ma hai mangiato qualcosa?”
“In realtà molto poco.”
“Dai, ho un’idea per rimetterti lo stomaco a posto e anche tutto il resto!”


Roby aveva un modo di parlare così sexy, tutto quello che faceva o diceva era terribilmente intrigante agli occhi di Giovanna che non poté fare altro che accettare il suo invito e preparare già il messaggio sul telefonino per il suo datore di lavoro … la notte sarebbe stata lunga e …. l’indomani non sarebbe andata al lavoro.

 Se vi va, leggete ascoltando questa:   http://www.youtube.com/watch?v=Ts5eWZVfO64&ob=av2n

martedì 25 ottobre 2011

Tu non mi Ami...nemmeno io !

Oggi ho rivisto questo film e questa scena mi ha fatto pensare tanto e mi ha fatto anche ridere, e sentire sollevata e ....io credo....la sincertà in amore è sempre la cosa giusta anche se quasi mai è la via più facile.
Perchè se è vero che due persone, dopo percorsi inspiegabili e magari che durano anni, alla fine sono destinate ad incontrarsi o a rincontrarsi...è anche vero che gli artefici del nostro destino siamo noi e non arriveremo mai alla nostra essenza se non abbiamo il coraggio di essere sinceri e fare quindi delle scelte coraggiose: senza queste due combinazioni il destino sarà per forza cambiato...da noi.
Se invece ci guardiamo dentro e troviamo il coraggio di affrontare la realtà  faremo senz'altro la felicità dell'altra persona, anche se se ne accorgerà dopo un pò e sicuramente, faremo la nostra.



Gusta ogni singolo momento

- “Pronto?”
- “Pronto, Roby? Sono Giovanna, la giornalista dell’agenzia…scusa se ti disturbo, non sapevo chi chiamare, sono in un mezzo ad un casino, mi trovo alla stazione e non so cosa fare, ho la macchina distrutta …”
- “ Calma, calma, stai tranquilla, stavo andando al lavoro, arrivo!”
Non molto dopo Roby arrivò da Gio e quando si videro, non riuscirono a trattenere un sorriso e dopo qualche attimo di silenzio imbarazzante:
“ Sai che non parte neppure? E’ proprio un disastro oggi!”
- “Immaginavo, ho portato con me i cavi ”
- “Grazie, sei davvero gentile! Mentre tu …“operi” io avviso l’agenzia, oggi non vado al lavoro.”

I due ragazzi portarono l’auto a riparare e visto che, ovviamente, Giovanna rimase a piedi, Roby la riaccompagnò  a casa:
- “Grazie, davvero, ti ho fatto perdere più di due ore di lavoro, mi dispiace. Posso invitarti a pranzo per sdebitarmi? La casa non è molto grande ma accogliente e c’è anche una mia amica, viviamo insieme”.
- “Veramente oggi avrei dovuto pranzare con il mio migliore amico, Massimo”
-“Può venire anche lui! Dai, ci divertiamo e chiedo a Valentina di cucinare qualcosa di buono per tutti.”
- “Ok, accetto volentieri, allora noi portiamo il dolce!”

Fu un pranzo indimenticabile, quegli attimi di vita che sai non torneranno mai più, ma con questa certezza li vivi a pieno, gustando ogni singolo momento: la cucina era un mix di risate, vino rosso, profumo di sugo alla Vale, musica (obbligatoria!) e fu l’inizio di una  nuova, grande e meravigliosa storia.


domenica 23 ottobre 2011

Parlare è davvero l'arma vincente

10 Dicembre 1999 Venerdì

Mille cose vissute …. e alcune veramente importanti!
Il 6 sera sono andata con papà in macchina a fare un lungo viaggio.
Lui mi ha detto che sa del vomito ….
Abbiamo parlato per 2 ore e mezzo, gli ho confessato tutto.
Poi martedì è venuto Stefano e sotto l’ “ordine” di papà mi ha accompagnato dal dietologo (ho appuntamento per martedì alle 15:00) e poi mi ha accompagnato anche a fare l’iscrizione in palestra. E’ stata una giornata stupenda, abbiamo passeggiato, l’ho portato nel mio bar preferito e gli ho anche fatto vedere la mia libreria preferita. E poi via in macchina a viaggiare e parlare di tutto… lo amo tanto.
In questi giorni ho parlato tanto anche con mamma e papà di mille cose e sai cosa ho capito?
CHE PARLARE E’ L’UNICA ARMA VINCENTE, dire a te stesso e agli altri che hai un problema è davvero il primo grande passo per cercare veramente di risolverlo.
Lo sapevo anche prima che dire le cose serve …. ma non ho mai avuto il coraggio di farlo.
Sento che da oggi posso affrontare il problema con un cuore nuovo, è solo l'inizio ma sapere che ci sono i miei genitori che sanno e che mi sosterranno, mi dà la forza per non mollare. Devo farcela!



venerdì 21 ottobre 2011

Un'altra stella avrebbe illuminato il suo cammino

Giovanna trovò un nuovo monolocale non distante dal centro. Era piccolo ma accogliente e una sera, mentre finalmente anche l’ultimo scatolone era stato svuotato, squillò il telefono. Senza badare al numero, rispose.
“Pronto?”
“Ciao …. sono Stefano … Come stai?”
Anche Stefano seppe degli sviluppi della vita di Giovanna, il mondo si sa, è piccolo e la gente mormora!
O come piaceva dire a Giovanna, non si fa mai i cazzi suoi!

Non sapeva cosa rispondere, sentire la voce di Stefano dopo tanto tempo le provocò un misto di piacere ma anche di rabbia.
“Il mio solito vortice di emozioni …. e tu? Stai bene?”
“Sì,sì … Senti, so che forse sono inopportuno ma … ci verresti a prendere un caffè con me?
Niente di complicato, due chiacchiere. Ti va?”
Per un attimo Giovanna pensò a tutti gli anni che aveva trascorso con Stefano, a tutto quello che era successo e l’attimo successivo ricordò anche  gli occhi azzurri di Roby: non poteva stare né con uno né con l’altro perché quando lo faceva, inspiegabilmente, si sentiva in colpa per la persona che non poteva amare. Sì, lo so, è assurdo, ma era così! Un misto di angoscia e voglia di vomitare le fece rispondere:
“Scusa Stefano, non posso. Ho deciso che la mia vita deve prendere una strada nuova, diversa, lontana dalle cose indefinite, voglio qualcosa che mi faccia stare bene e per ora ho solo il desiderio di restare sola e concentrarmi su di me, su di me e basta. Fallo anche tu, ti prego. Ho già sofferto e fatto soffrire abbastanza. Per tutti c’è una strada, un destino e io voglio trovare il mio a tutti i costi! Perdonami ma non posso accettare.”
Stefano conosceva Giovanna troppo bene, questa volta diceva sul serio. L’aveva amata così tanto, l’aveva aspettata così tanto ma, gli vennero in mente le parole della canzone di Neffa …”è meglio una delusione vera che una gioia finta…” . Lei era stata la sua “coppa uefa” ma a volte le cose non vanno come vogliamo noi, decise in quell’istante, che un’altra stella avrebbe illuminato il suo cammino e prima o poi l’avrebbe trovata:
“Come vuoi Gio … hai ragione, ognuno ha il suo destino. Ricordati di non mollare mai, farò lo stesso anch’io. Ti auguro ogni bene, davvero. Ciao.”


Giovanna ripensò alle parole del suo amico: non avrebbe guardato né a destra né a sinistra … sarebbe andata dritta, verso il suo destino.

giovedì 20 ottobre 2011

Sarà che ho 18 anni ma, ho una paura del futuro veramente impressionante!

3 Ottobre 1999 h. 22:00 Domenica

Nella mia stanza c’è una foto in bianco e nero di Madonna: lei ha un vestito da sera, corto. Il suo viso è spaventato, ribelle, intontito. Le sue mani cercano di farsi spazio per fuggire. Rispecchia esattamente il mio stato d’animo in questo periodo. Oggi è stata una mattinata allucinante  e se non uscivo nel pomeriggio con Sara impazzivo! Ormai ne sono straconvinta: in casa non riesco più a stare. Oggi ho scoperto diverse cose sulla mia famiglia non così felici, vecchi dissapori, litigi …..in più , mio padre non mi parla e se lo fa mi tratta male perché non gli piacciono o meglio, non conosce, le persone con cui esco e non gli piaccio io. Mio fratello non mi sopporta, mia madre purtroppo è sempre in lite con mio padre …. sarebbe troppo lungo spiegarti tutto …. ti basti sapere che si sono sposati quando mio padre aveva 19 anni e ½ e mia madre 23, perché lei è rimasta incinta di me. Anche se con tutto l’amore del mondo e anche se hanno deciso con tanto senso di responsabilità, di tenermi, erano troppo giovani secondo me per avere una figlia.  In più , non navighiamo nell’oro e naturalmente questo complica tutto ma io …. NON HO VOGLIA DI PENSARE A TUTTE QUESTE COSE , HO SOLO 18 ANNI!
Quando litigano però, non riesco a non ascoltare e accumulo, somatizzo, mi metto sempre nei loro  panni , è più forte di me. Devo capire che io non posso fare niente per loro se non il mio dovere a scuola …..
Devo resistere ancora un po’, appena finisco la scuola voglio andarmene sul serio, non smetterò più di dirlo, di pensarlo, finché non l’avrò fatto.
“Ci sono giorni in cui la vita è piena di perché …”, la rabbia, la paura e la delusione che ho dentro sono talmente grandi e forti che mi scacciano a terra, mi distruggono. Vorrei volare via, è tutto sfasciato, distrutto, finito. Che schifo, vero? Sarà che ho 18 anni ma, ho una paura del futuro veramente impressionante.
Oggi Claudio, un mio amico, mi ha detto di sfogarmi tutte le volte che ne sento il bisogno, di piangere, di scrivere, di parlare. Mi ha aiutato tanto, gli voglio bene..anche se poi mi sono rifiugiata nell'unica cosa che riesco a fare a in questo periodo, vomitare e stare male, stare male e vomitare. MI odio per questo!

mercoledì 19 ottobre 2011

A volte non bisogna chiedersi il perchè delle cose...accadono e basta!

Dopo quella serata Giovanna e Roberto non si videro per circa un mese poi, un pomeriggio, l’agenzia di spettacoli mandò la nostra “giornalista in cerca di gloria” a fare volantinaggio e finito il giro, restò  un ultimo negozio da visitare. Era tentata di non percorrere il viale alberato che la separava dalla porta d'ingresso,  non ce la faceva più stanca com'era dai km fatti fin dal mattino ma, il suo innato ( e a volte esagerato :) )senso del dovere, mosse le sue gambe fino alla meta. Entrò e di nuovo quella sensazione, violenta ma allo stesso tempo piacevole di gola asciutta e stomaco che brucia: Roby! Allora lavorava lì! Era sporco, sudato e pieno di cavi ovunque, oberato evidentemente di lavoro e quando alzò lo sguardo non la riconobbe:
- “Dimmi, hai bisogno?”
- “Ciao, sono Giovanna, lavoro per l’agenzia di spettacoli … ti ricordi? Abbiamo lavorato insieme circa un mese fa… Va bhè, sono venuta ad appendere un manifesto. Posso?
- “Ciao! Scusa, non ti avevo riconosciuta! Che figura! tutto bene?”
- “ Abbastanza, a parte  i piedi completamente andati, la faccia che brucia per il vento e la sola voglia di andarmi a coricare!”
Sorrise. Com’era bello …
- “Posso offrirti un caffè?” Le chiese.
- “No, ti ringrazio ( e figurati se presa dal panico non sceglieva la via della fuga!)
 ora devo andare, buon lavoro!”

Giovanna corse fuori dal negozio, il cuore le batteva fortissimo, camminò ad una velocità tale che in poco tempo fu vicina a casa …. Sì …. il negozio di Roby era nella stessa città in cui lei viveva con Valentina: a volte non bisogna chiedersi il perché delle cose, accadono e basta. 
E si avviò verso un meritato riposo con un sorriso che da tempo nemmeno si intravedeva sulle sue labbra
...

                                                        http://youtu.be/z2LFwHHClDo


 

sabato 15 ottobre 2011

E' bastata una parola: Sì!

Avete presente i finali dei film romantici quando lui in ginocchio,  o appeso ad una scala, o nel centro di Central Park,  o su di un tappeto volante, o ancora in una barca in mezzo al mare o più semplicemente in un bar di periferia, guarda lei e le presenta - la domanda - :  “Mi vuoi Sposare?”
Ecco, la mia vita insieme ad Alessio è iniziata così e in questo caso siamo su di una panchina di fronte ad una chiesetta sopra il mare. Lui è in ginocchio con una rosa rossa nella mano sinistra e un anello in quella destra, io in piedi, pregata per una volta di non interrompere: “Come ti ho già detto più volte, ho subito avuto la consapevolezza di non voler essere tuo amico, rubando una frase a Muccino (ndr) – sono sempre stato un pezzo avanti - . Questi mesi mi hanno fatto capire che voglio vivere la mia vita con te, per i più svariati motivi, ma per uno in particolare. Ti Amo Giovanna. Conosco le difficoltà, i problemi che potranno presentarsi ma non ho paura perché quando ti ho con me, tutto il resto è affrontabile. Non siamo né la prima, né l’ultima storia d’amore ma io ti chiedo, se vuoi essere la Nostra storia d’amore. Giovanna De Santis, mi vuoi sposare?” La risposta non è arrivata subito, per qualche secondo ho trattenuto il respiro come a fare un tuffo in tutto quello che era stato fino a quel momento: ho pensato alla mia mania di decifrare, calcolare, analizzare sempre tutto e per una volta non l'ho fatto, ho seguito solo il mio cuore, solo l’essere sincera con me stessa ed è bastata una parola. “SI’”.  


venerdì 14 ottobre 2011

Sul sedile posteriore dell'auto..a parlare di noi...

Le coppie, per la prima volta, si divisero: Valentina e Massimo si buttarono sull’erba a ridere di tutto, si sentivano solo loro nella vallata, mentre Giovanna e Roby si sistemarono nei sedili posteriori dell’auto perché lei aveva,  come sempre, un gran freddo!
Parlarono tantissimo, soprattutto della loro passione comune per la musica, dei loro percorsi di vita, perché erano arrivati ad essere lì, in quel momento, con i loro dubbi, l’incertezza sul futuro ma anche la tanta voglia di fare. Più parlavano e più si rendevano conto di essere compatibili, di piacersi. Giovanna poi, era assolutamente convinta di provare qualcosa per quel ragazzo perché non riusciva a non imbarazzarsi ogni volta che lui la guardava … era terribile!
Ad un certo punto si addormentarono per poi essere svegliati dai due pazzi “in esterna” :
“ Sveglia dormiglioni! Sta per sorgere! Volete perdervi lo spettacolo?”
Giovanna non  aveva mai visto nulla di simile … anche a descriverlo non trovava le parole :
“ Il sole …. si muove!”
“Non so se ti fa più male il sonno o la birra che ti sei scolata!” Disse Valentina, che intanto si sbizzarriva a fotografare ogni piccola molecola in movimento. La fotografia era la sua passione, era così brava che Giovanna le ripeteva sempre : “Vedrai, un giorno sarai famosa in tutto il mondo per le tue fotografie!”.
Tornarono a casa alle otto circa, appena il tempo di lavarsi la faccia e cambiarsi e poi tutti di nuovo insieme a fare colazione da “Bignè”, un bar famoso per le sue brioches calde la mattina e la focaccia unta per il dopo-discoteca, aperto 24oresu24!
Giovanna, come faceva spesso, per un attimo si estraniò dal mondo e pensò che un’altra esperienza indimenticabile aveva unito lei e Roby e ovviamente anche la sua migliore amica e il suo nuovo amico … e più ci pensava …. più era felice!

Le nostre passioni ci fanno sentiri vivi!

Dopo il lavoro e un meritato caffè, passando davanti alla vetrina di un negozio sportivo, mi venne l’improvvisa voglia di ballare. Quella sera andai a fare una prova di – hip-hop - in una palestra del centro, ci ero stata qualche anno prima per partecipare ad uno stage e mi ero trovata molto bene. La lezione iniziava alle otto, non vedevo l’ora di sentire nella mente e nel corpo le note di quella musica che adoro tanto. Mi guardavano tutte con un po’ di diffidenza, succede quando arriva “una nuova”, ma a me non importava, volevo solo ballare.
“Ragazze, Ale ha detto che arriva con dieci minuti di ritardo, iniziamo a riscaldarci. Metto su “Chamillionaire” ! Diamoci dentro!”
La musica iniziò e il mio cuore aumentò i battiti, dopo qualche secondo riuscì a seguire abbastanza bene i semplici ma fondamentali esercizi di riscaldamento. Mi stava succedendo di nuovo! Grazie alla musica riuscivo a liberare la mente, non esisteva più niente, solo il mio corpo che si muoveva a ritmo ed era semplicemente fantastico!

giovedì 13 ottobre 2011

"Lei deve volersi bene"

17 Dicembre 1999 h. 13.30

Martedì sono andata dal dietologo che è anche psicologo. Una persona veramente simpatica. Mi ha fatto parlare un po’ di tutto, mi ha visitata, pesata (65 Kg), misurata (1,63 m) e poi mi ha dato una dieta … da circa mille e 500 calorie al giorno. Devo tornare alla fine di gennaio e poi me ne dà un’altra un po’ più ricca.
Alla fine comunque mi ha detto:
“Signorina, lei non è grassa, è solo un po’ fuori forma per come ha trattato il suo fisico negli ultimi mesi e poi, deve accettarsi per quello che è, deve piacersi , volersi bene, sentire i bisogni del suo corpo e trattarlo come un tesoro prezioso. Il vomito provoca tanti danni ai quali lei magari non ha neppure pensato: problemi ai denti, allo stomaco, alla pelle in generale …. rischia di rovinare se stessa a soli 18 anni e non deve scherzarci o pensare che tanto può smettere subito dopo avere vomitato violentemente …. lei deve ritrovare un equilibrio psicofisico armonioso e soprattutto deve capire che parte tutto da qui”  e toccandosi la testa mi ha guardato dritta negli occhi, aveva un’espressione così decisa, rassicurante, gentile ma determinata … ha 61 anni ma sembra che ne abbia 40, è veramente bravo, mi è stato di grnade conforto.
All'inizio non volevo andare in studio a parlare di questa cosa ma alla fine sono contenta di esserci andata perchè per certe cose mi ha aperto gli occhi, infatti quando sto male penso a tutto tranne ai danni fisici che causo al mio corpo.
Voglio ascoltarlo, voglio provarci, un giorno per volta, uno scalino alla volta, battito dopo battito.


martedì 11 ottobre 2011

Ieri sono stata di nuovo male.

12 Ottobre 1999 h. 15:30 Martedì

Ieri sono stata di nuovo male, ho vomitato. Verso le tre del pomeriggio stavo veramente di m … e allora ho chiamato Claudio, l’unico amico di cui mi posso fidare per questa cosa … con Sara non riesco a parlarne … sembra assurdo, lei è la mia migliore amica... ma è così. Lui si è precipitato a casa mia ed è stato fino alle cinque e mezza. Abbiamo parlato tanto, mi ha fatto bene, infatti poi mi sono calmata e ho guardato un film con mio fratello. Questa storia del peso mi sta distruggendo! Il fatto è che voglio arrivare a pesare 50 Kg …. questo vuol dire che devo perdere 6 Kg! Uffa! Mi odio per questo ! E' come se avessi una doppia anima, quella buona che mi fa calmare e capire che mi faccio solo del male continuando così e quella cattiva invece che trova mille giustificazioni al fatto di mettersi due dita in gola....Ma che colore ha la mia anima? Per ora non riesco a vederla, riesco solo a prendere la decisione più facile...meno male che ci sono le mie pagine, qui sono libera..
Aiutami. Tua Gio. 


lunedì 10 ottobre 2011

30 Maggio 2009

Caro diario, oggi mi sono sposata.
L’avresti mai immaginato? Quando tutto sembrava perduto, quando non sapevo più da che parte guardare, è arrivato Alessio. Si è appena addormentato, ci troviamo in una stanza enorme di un albergo a cinque stelle, è stupenda, l’abbiamo cercata insieme per trascorrere la nostra prima notte di nozze. Sono seduta sul terrazzo, su una grossa sedia e guardo le onde, sono instancabili, sono forti, come credo di esserlo stata io.
Il vento è tiepido, mi accarezza i capelli che sono riuscita a lavare, nonostante i kili di lacca che la parrucchiera mi ha messo in testa  questa mattina!
Sai una cosa?  Non sono mai stata così convinta, di aver fatto la cosa giusta. Sono innamorata. Sono felice. E’ stata una giornata incredibile, indimenticabile. 


domenica 9 ottobre 2011

Ti devo parlare...

“Ste, ciao. Sono io. Senti … ho bisogno di parlarti..”
“Cosa c’è? Sei di nuovo in crisi perché sei stanca di fare due lavori, il mondo fa schifo e odi tutti ?” rispose seccamente  Stefano, ma subito si risentì : “ Scusa Gio, è che negli ultimi tempi sei sempre incazzata, triste, non ti va bene nulla. Dimmi”
“Verresti a cena con me venerdì sera? Però dovresti muoverti tu perché sabato lavoro ad una manifestazione in piazza e devo alzarmi presto”.
“ Ma con il lavoro al pub come fai?”
“Non lavoro più al pub … mi sono licenziata”
“E con i soldi come pensi di arrangiarti? L’agenzia ti passa appena il necessario per mangiare e pagarti l’affitto, sei impazzita?”
“Non ti preoccupare, ho parlato con il mio capo e mi ha detto che ha bisogno di me in modo più continuativo, specialmente ora che inizia la bella stagione, così mi fa fare più ore e mi paga anche di più … bhè, non tanto di più ma …. arrivo a prendere lo stesso che con il lavoro serale.
Allora, sei libero?”
“Certo. Ti passo a prendere venerdì sera alle otto e mezza, sotto casa tua?”
“Ok, a venerdì”.
Stefano non le chiese neppure di che cosa volesse parlare a cena, probabilmente lo intuiva, forse anche lui desiderava la stessa cosa. Basta tira e molla, basta ripensamenti, attese, distanze, forse i loro otto anni di differenza cominciavano a farsi sentire, Giovanna era davvero una ragazzina quando aveva conosciuto Stefano e anche oggi, aveva ancora tutta una personalità da creare.
Arrivò il fatidico venerdì sera e Valentina, che ovviamente sapeva tutto e voleva aiutare la sua amica, invitò a casa l’intera compagnia per fare un po’ di festa, non voleva che Giovanna potesse ntirsi sola. Ovviamente invitò anche Roby: “Gio, so che stai per affrontare un momento molto difficile, ho più paura io di te …”  “Paura di cosa?”
“Di perderti. Trova il coraggio di mettere la parola fine ad una storia che sì, è stata importante per te ma … adesso voglio esserci io nella tua vita, abbiamo così tante cose da fare, da costruire …. Gio, io ti amo.”
Giovanna faceva la dura ma dentro tremava, sapeva che lei e solo lei poteva risolvere questa cosa. Uno squillo al telefono. Stefano era sotto casa che l’aspettava.


sabato 8 ottobre 2011

Sono sempre ossessionata dal cibo

3 Agosto 2000 h. 16:11 mercoledì

Ora peso 54/55 kg … va bene ma … sono sempre ossessionata dal cibo quando sono a casa..mi dispiace dirlo ma quando sono a Genova è tutto molto diverso: so sempre cosa fare, non ci penso quasi al cibo, sto benissimo laggiù … a casa è più dura. Non vomito più ma in compenso a volte mangio davvero troppe schifezze! Come sempre la mia arma vincente è scrivere … è proprio la mia ancora di salvezza. Ogni volta che svuoto la mia mente e il mio cuore sulla carta, sembra che i problemi diventino meno gravi e questo mi dà la forza di provare a lottare, ogni giorno.
Occorre avere tanto coraggio nella vita … sai cosa cantano i “Madreblu?”…..
“… lo puoi sentire ancora, è il tuo pensiero che ti sfiora … decidi adesso sulla porta, se rimanere viva o morta..ci sono scene da rifare e 2 secondi per pensare, modificare la realtà..là fuori è tutta un’altra cosa da quello che credevi e poi …"


venerdì 7 ottobre 2011

Voleva baciarlo!

Nei giorni successivi non fece altro che pensare a Roby e non poteva fare a meno di sentirsi tremendamente felice e in colpa allo stesso tempo: voleva vivere questa nuova storia fantastica con un ragazzo meraviglioso, che mai più avrebbe sperato di incontrare ma, Stefano c’era, nel suo cuore, nella sua mente, da sempre. Più ci pensava e più impazziva e ovviamente era intrattabile! Almeno adesso era contenta di andare a lavorare al pub nei week-end., così non doveva guardare Stefano negli occhi e dirgli la verità, che voleva lasciarlo … ma voleva davvero mettere la parola fine alla loro storia?

Una sera dal ritorno dal cinema, altra grande passione di Giovanna, lei e Roby si trovarono in auto sotto casa, in sottofondo gli “Zero assoluto”- “… ora che mi sento bene … spengo la luce ….” “Giovanna, io ti amo”.
Si guardarono per un tempo indefinito.
Lui cercò di baciarla, lei cercò di resistere, una , due, tre volte …. ma alla fine, cedette!
Voleva baciarlo! Doveva baciarlo! Dal primo giorno, da quando incrociò i suoi profondissimi occhi azzurri, lo voleva! Fu il bacio più lungo che Giovanna dette a qualcuno fino a quel momento, non finiva mai, perchè non voleva finire. Finalmente poté toccarlo, sentire i suoi forti muscoli sotto la maglietta, gustare il suo profumo, accarezzargli i capelli, faceva fatica a credere che tutto quello stesse succedendo proprio a lei e fu profondamente felice.
Se vi va, leggete questo post ascoltando gli Zero Assoluto....   http://youtu.be/999tdck12S8












giovedì 6 ottobre 2011

Lasciami stare

Giovanna aveva fatto così tanto per andare a convivere con Stefano, era andata contro tutto e tutti.
Ma … non aveva pensato che prima di farsi conoscere dagli altri occorre conoscere se stessi, che ci sono tanti sogni da rincorrere, tante persone da incontrare e solo alcune da conoscere, che a 21 anni non puoi decidere cosa farai o chi sarai per tutta la vita, specialmente quando hai il calore, la curiosità, la voglia di rivalsa, la speranza, la forza di fare e il cuore … che aveva Giovanna.
Lei, povera ingenua creatura, ce la metteva tutta, davvero, ma era ancora troppo schiava del passato, troppo piccola fuori e con troppi grandi problemi dentro …. uno fra tutti … il senso di colpa.

Lei e Stefano vissero in quei 45 m2 per un anno.
Un anno esatto … fatto di …..
io cucino e tu lavi i piatti J-  pulisci la sabbia dei gatti per favore? – sbrigati che perdo il treno! Lo sai che non posso arrivare tardi al lavoro! – che palle, piove …..poco male: film da blockbuster e pop-corn casalinghi?  – la prossima settimana inizia la festa dell’unità, panino porco e birra? J - sabato pomeriggio … dai Ste andiamo alla Fnac, voglio andare a cercare un nuovo libro e vedere che cd hanno messo in ascolto! – il Liga ha fatto un nuovo cd, è troppo forte, al prossimo concerto ci saremo anche noi! - stai male Stefano? Perché urli? Ti fa così male la testa?. Aspetta, prendo un panno bagnato che ti rinfreschi la fronte … ecco, ora va meglio vero?- Odio tutti! – mi manca la mia famiglia … - mi piacerebbe fare qualcosa di diverso - ho paura -  a volte mi sembra di essere tua sorella e non la tua fidanzata! – perché sei sempre in lotta contro il mondo intero?! - mi immaginavo una vita diversa …. e poi il lavoro che faccio non mi piace per niente …. quello è proprio uno stronzo e mi danno tutti ragione ma chi lo deve sopportare sono io! – lasciami stare.

mercoledì 5 ottobre 2011

Perchè non riesco a stare con te?

“In uno degli ultimi istanti
Tu mi hai sussurrato piangendo
“non vedere tutto bianco o nero … esiste anche il grigio”
E tu? Che colore hai nell’anima?
Come lo vedi
Questo violentissimo uragano
Che mescola Passione e Amore, Ragione e Gelosia, Solitudine e Frenesia
Perché non esistono soluzioni ma solo scelte?
Perché soffro così tanto e il mio cuore spinge sempre più forte
Vuole uscire da me
Non ama più la sua casa
Desidera un camino acceso
Non un perenne rigido inverno
Ma io non posso donare calore
Troppe lacrime bagnano il passato e hanno paura di inondare il futuro”


martedì 4 ottobre 2011

Ho paura di soffrire

Lunedì 25 Agosto 2003

Eh, sì, le vacanze sono proprio finite.
Sono terminate 5 minuti fa, appena si sono chiuse le porte del treno che parte e io … parto con lui.
Ho lasciato Stefano sul binario. Ci siamo fissati fino a che lo sguardo non si è perso con la velocità della locomotiva. Tecnicamente non stiamo insieme e per ora non voglio pensarci, so solo che devo affrontare giorno per giorno e il destino mi accompagnerà nelle mie scelte.
L’unica certezza che ho in questo momento è che non voglio legami seri, sono ancora troppo confusa e ho paura di soffrire. Per ora saluto il mare, a presto mare. tua Gio’

Questo scrisse Giovanna dopo aver salutato Stefano, non voleva legami seri, aveva paura di soffrire ancora, voleva pensare al lavoro e basta. Ma non andò così, perché i due si amavano ancora, anche se non lo volevano ammettere.
Passarono i mesi, tra lavoro, lavoro e qualche telefonata, ogni tanto, per raccontarsi le loro giornate,  le loro vite che intanto andavano avanti, per continuare a raccontarsi. Entrambi non riuscivano a crearsi altri legami sentimentali, qualcuno c’è stato, una nuova lei? Un nuovo lui? No, non ha funzionato.  


lunedì 3 ottobre 2011

Bivio

16 Maggio 2000 h. 18:45 Martedì

Sono ad un punto della mia vita in cui è tutto un forse, un ma, un però … un se … lotto tutti i giorni con il mio aspetto, con lo studio, le persone che mi stanno intorno e che mi amano … non è facile questa vita … lo ammetto, in certi momenti vorrei sprofondare in mare e riemergere solo quando tutto va bene … ma aspettare, farsi scivolare le cose addosso … non serve a nulla. Almeno mi aiuta scrivere e d è tutto il giorno che cerco di ANALIZZARE la mia attuale situazione:
APETTO FISICO: vorrei perdere 5 kg anche se tutti dicono che non ne ho bisogno, ma io ho il chiodo fisso!
SCUOLA: ho veramente paura dell’esame di maturità, specialmente per l’interrogazione e dovrei studiare di più per non arrivare all’ultimo giorno piena fino ai capelli!
AMORE: questo è il punto più dolente. Sono ad un BIVIO! Ora non sto con nessuno ma quando avrò finito l’esame ho detto a Stefano che sarò pronta per una risposta. Sono stata con lui 6 mesi, lui per me ha fatto tantissimi sacrifici e so che continuerebbe a farne, mi ha fatto sentire proprio bene, mi ha fatto conoscere una città stupenda, ogni volta era speciale perché ero con lui. MI accetta per quello che sono e per come sono. I suoi genitori fanno sempre tanto per me, i suoi amici mi vogliono bene e quando siamo soli … è tutto perfetto! Per contro ha 27 anni, su certe cose non ci capiamo (poche in effetti!), a volte è troppo sensibile e ha degli scatti di ira che proprio non riesco ad accettare, soprattutto quando litiga con suo padre. E poi ….E’ LONTANO! Ci sono giorni in cui mi manca più dell’aria, se dovessimo stare insieme per quanto tempo dovremmo rimanere separati? Qui ci sono la mia famiglia, i miei amici, Sara, le mie compagne di squadra, quelli della scuola, tutto il mio mondo … allora mi chiedo.. dopo l’esame cosa sarà di me e della mia vita? Cosa o chi devo scegliere? Io ho bisogno di essere amata, come tutti credo, ma più di tutto voglio amare in pieno un ragazzo, voglio poter dire.” Sì, sto con lui, lo amo, ci sto bene e farei di tutto per lui!”. Ho paura e provo rabbia per questo, voglio una soluzione ai problemi … se esistono soluzioni … o esistono solo scelte e basta? AIUTAMI Tua Gio

domenica 2 ottobre 2011

Mi piace stare con te

41 minuti al telefono.
Non ci posso fare nulla…mi piace troppo parlare con te, non smettereri mai, mi calma la tua voce, sento che mi posso fidare di te e che non c’è nessun altro abbrraccio che vorrei ricevere  se non il tuo. Mi sono innamorata di te, è successo in modo così speciale…sembra una favola…il primo venerdì che ti ho aspettato sul divano di casa tua, doccia fatta, capeli ancora caldi di phon, i “Cesaroni” in tv J , una tuta comoda e solo la voglia di stare con te. Dalle cose più semplici, alle emozioni più intense, mi piace fare tutto con te. Esiste l’Amore, non si può vivere senza e tu mi hai fatto provare di nuovo questa sensazione stupenda. Tutto sembra bello, niente si ferma… Io ho un fardello molto pieno e pesante da portare ogni giorno ma tu sei riuscito a farmi viaggiare libera,  sono troppo fortunata perchè ho incontrato una persona come te, mi dai più di quanto tu possa credere. Davvero l’Amore ti dà la forza per affrontare ogni cosa e a me dà la voglia di fare tante cose, per te, per noi, per quello che sarà…se lo vorremo e ci impegneremo per averlo.
E poi…volevo ringraziarti, era tanto tempo che non facevo l’Amore come lo faccio con te, oltre a piacermi da impazzire, il sentimento unito alla passione mi fa sentire in paradiso. Ancora, mi rendo conto, non mi lascio andare come vorrei ma è solo la mia mente che deve abbattere un pezzo di muro. Voglio fare tutto con te, mi fido di te, ti stimo e… sei un dono piovuto dal cielo. Ogni tanto perdona la mia malinconia o velata tristezza, passerà, perché da quando ho te, ho quello che voglio, tutto il resto se lo porta via il vento…
Ti Amo con tutta me stessa e averti detto di sì, mi rende ogni istante più felice. Tua Gio.


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I più forti siamo noi

15 ottobre 2000 h. 21:00 Domenica

Ho trascorso le ultime 7 ore piangendo, viaggiando in treno e salutando Stefano dalla stazione di Savona..sono partita alle 16:18…in Piemonte c’è allarme alluvione: le linee telefoniche sono mute e per mezzanotte è prevista la piena. Mio padre ha telefonato a casa di Ste alle due mentre stavamo ancora mangiando e mi ha subito aggredito, urlando. E’ successo un casino, così Ste mi ha portato a Savona in macchina, per stare un po’ di più insieme … mio padre era preoccupato e per farmi tornare subito ha urlato al telefono, facendomi venire un mal di stomaco allucinante! E’ un viaggio in treno veramente triste..
Stefano mi ha regalato uno zainetto della Napapiri e una maglietta grigia della Sisley! Bellissimi! Sono contenta per questo. Io invece gli ho regalato un maglione, una mia foto ingrandita e il panno per pulire gli occhiali da sole che lui perde sempre! E’ stato tutto così speciale e mi ha anche scritto un biglietto

“16 ottobre 2000: passano le ore, i giorni, i mesi, gli eventi ci travolgono, cambiano i nostri stili di vita ma i più forti siamo noi! Grazie di esistere. Tuo Ste.”




martedì 27 settembre 2011

Balla con me...solo cinque minuti...

Cinque minuti, la balli ancora una volta e poi sei libera di andare. Ci Stai?”
“Perché no? Al ballo non rinuncio mai!”
Sarà stata l’agitazione, avere gli occhi di Ale solo su di me, la paura di fare una figuraccia, non so, ma mi mossi perfettamente sincronizzata a lui: testa, destra-sinistra, spalle su, spalle giù, bacino, gambe e piedi impazziti! L’ultima nota, l’ultimo battito, prevedeva i corpi  dritti verso lo specchio, gambe incrociate e sguardo verso il basso. Non so come fece, ma Ale  finì invece dietro di me, mi strinse forte e mi sussurrò nell’orecchio: “La verità è che mi piaci dal primo istante in cui ti ho vista, volevo chiederti di uscire già da un po’ ma..non ho avuto il coraggio. Fidati di me, non sono uno di quegli insegnanti che si porta a letto le allieve. Ti conosco appena ma sento un’attrazione irresistibile verso di te, ho solo voglia di starti vicino.”
Questa volta ero sicura che stesse parlando con me.
Avevo brividi da ogni parte del corpo, era da tanto tempo che non provavo la sensazione di essere abbracciata, sentirmi avvolta da braccia forti e poi, ascoltare la sua voce profonda … alzai lo sguardo e lo vidi attraverso lo specchio e i nostri occhi si fissarono per un tempo indefinito.


sabato 24 settembre 2011

Segui il tuo battito

La mia solita razionalità mi faceva nascere terribili conflitti interiori: aspetta, hai già fatto abbastanza cazzate, non buttarti a picco nelle emozioni. E poi, cosa sapevo di lui? Era bello, simpatico e faceva un lavoro che lo metteva in contatto tutti i giorni con decine di ragazze attraenti. Magari non mi vedeva neppure e ancora … mi chiedevo se sarei riuscita di nuovo ad amare, in modo sincero e incondizionato, questa volta.


venerdì 23 settembre 2011

Prepara la valigia !

“Giovanna prepara le valigie, si parte per Como!”
“Perché? Cosa ci tocca fare questa volta?”
“Partecipiamo agli intrattenimenti per la notte bianca, proprio sul lago. Riposati prima perché dovremo restare svegli tutta la notte, non sarà proprio una passeggiata!”
“Va bene capo, ma …..viene anche Roby ?”
“Sì, sì, lui ci serve per forza, dobbiamo montare un bel po’ di attrezzatura. Ora va, ci vediamo domani mattina alle dieci al solito casello”.
Giovanna non era mai stata a Como e quando arrivò sulle rive del famoso lago, fece un sacco di foto con Roby . Giunsero in città nel primo pomeriggio, erano un bel gruppo e prima di recarsi sul posto per scaricare il furgone, andarono in albergo. Per la romantica coppietta avevano prenotato una graziosissima camera matrimoniale con un bagno apparentemente piccolo e semplice ma.. sorpresa! All’interno scoprirono una doccia grande abbastanza per tutti e due, bellissima ! Visto che mancava poco più di un’ora prima di iniziare a lavorare, i due giovani  si scambiarono uno sguardo di intesa e senza parlare si tolsero i vestiti, aprirono l’acqua che arrivò quasi subito calda e avvolgente sui loro corpi e in pochi minuti ci furono solo mani che scivolavano vogliose ovunque, due corpi appiccicati tra di loro, pieni di schiuma e scalpitanti d’amore. Fu davvero, davvero bellissimo ed eccitante. Giovanna aveva un’intesa sessuale con Roby che superava l’immaginazione e quella volta non fece eccezione. Nel pomeriggio in piazza, i due passeggiarono tra la gente con un sorriso ebete stampato sulla faccia. 

Se vi va, leggete mentre ascoltate le parole dei Rio....







lunedì 19 settembre 2011

Andiamo a vedere l'alba? Dai...

Da quel pranzo memorabile, i “fantastici 4” furono inseparabili: impegni permettendo, si vedevano quasi tutti i giorni, o meglio, tutte le sere! Uscivano a bere qualcosa o a mangiare la pizza o semplicemente a fare una passeggiata sul lungo mare. Una di queste sere, al ritorno dalla mega pizzeria in centro dove si mangiava “Troooooooppo bene”, arrivò il momento dei saluti però, nessuno era tanto convinto di andare  a dormire, anche se il giorno dopo li aspettava il lavoro.
Si guardarono interrogativi e ad un certo punto, Massimo, il più eccentrico del gruppo, buttò lì un’ idea:  “ E se andassimo a vedere l’alba?”
Roby fu subito entusiasta, era l’uomo delle grandi emozioni e in realtà, voleva trascorrere ancora  un po’ di tempo con Giovanna. Valentina, neanche a dirlo, si espresse con un urlo di gioia anche perché lei era quella che avrebbe sofferto di meno, andando all’università avrebbe anche potuto saltare una mattina. E Giovanna? Ancora non aveva definito questo rapporto con Roby, sì, uscivano la sera a bere qualcosa ma addirittura vedere l’alba! Passare la notte avvolti in una coperta a guardare le stelle … era pur sempre ancora la ragazza di Stefano … ma lo era veramente? E Stefano era ancora innamorato di lei? Purtroppo non c’era tempo per pensare e l’unica cosa che riuscì a dire fu:  “Io non ho mai visto sorgere l’alba”.
“Allora che aspettiamo, andiamo! Tenetevi forte!”
Una prima tappa a comprare un paio di birre, poi a recuperare delle coperte, la macchina fotografica e 4 cuori pulsanti di emozione si ritrovarono sui monti ad attendere i caldi raggi sui loro volti...


venerdì 16 settembre 2011

A volte l'Amore non basta...Lo pensi davvero?

Un sabato sera, stava per inserire il dvd di uno dei suoi film preferiti: - “Sliding Doors” con Gwyneth Paltrow. Lo aveva visto almeno un milione di volte ma non si stancava mai! Ad un tratto sentii il campanello.
Prese il citofono. “Chi è?” chiese stupita.
“Sono io, posso salire?” chiese la voce affannata di Roby.
“Ma non dovevi lavorare questa sera?”
“Sì, ma siamo in pausa panino-cena e sono scappato un attimo”.
“Va bene, sali”.
Sul piccolo tavolino della piccola cucina c’era una bottiglia di “Santa Cristina” appena iniziata.
“Bevi da sola?” Chiese Roby immaginandosi la scena.
“Faccio tante cose ultimamente da sola …”
“Perché lo vuoi tu, Giovanna!”
“No! Non è perché lo voglio io! E’ perché non so più chi sono, non so da che cazzo di parte devo guardare e poi tu non ci sei mai, lavori di continuo, l’unico momento in cui ti posso vedere sono le tre del mattino, quando sono fortunata!”
“Non dare la colpa a me per qualcosa che non va dentro di te! Io ti amo!!”
“A volte l’amore non basta! Perché non lo capisci?”
“Lo pensi davvero?” Roby sbatté il pugno sulla tavola, era la prima volta che Giovanna lo vedeva così furioso. “Perché se pensi veramente quello che hai detto mi devi guardare in faccia e dirmi di sparire! Adesso basta! O con me o senza di me!”
Pietrificata. La figura di Giovanna si immobilizzò per qualche secondo e poi cominciò  a tremare e a scaldarsi dalle guance in giù, un’ondata di lacrime le graffiò prima il viso e poi tutto il resto. Roby la prese, la strinse, cominciò  a baciarla con una passione diversa, come se sapesse che quella sarebbe stata l’ultima volta.
Fecero l’amore come mai prima e più Giovanna si sentiva sua e più piangeva e malediceva il giorno in cui aveva incontrato quel ragazzo così speciale che però non riusciva ad amare liberamente.
“ Io ti amo Gio, non voglio perderti ma non ce la faccio più ad andare avanti così..aiutami.. ti prego … almeno aiutami ad odiarti, così riuscirò a lasciarti andare … se è questo che vuoi …”
Con un filo di voce, mentre stringeva le sue spalle così forti e odorava i suoi capelli, Giovanna buttò finalmente fuori i pensieri che la tormentavano: “Io non voglio lasciarti Roby, ma sento che se non cambio qualcosa nella mia vita non sarò mai felice e non lo sarei nemmeno tu … sento di non essere la persona giusta per te … meriti qualcuno che sappia ridere e sdrammatizzare i problemi della vita come fai tu, qualcuno che ti sostenga, che ti aiuti, le tue giornate sono già abbastanza faticose. Tutto questo io non te lo posso dare, sicuramente non adesso, ci siamo incontrati in un momento sbagliato … sono troppo stanca, fisicamente e mentalmente, per essere all’altezza di questa relazione e Dio solo sa quanto vorrei essere felice vicino a te. Invece ci rendo la vita impossibile.”
“Ti chiedo un’ultima cosa.” Si precipitò a dire Roby.  “Riflettici ancora un po’, pensa bene a quello che vuoi fare. Non puoi più giocare, né con me né tantomeno con te stessa … ora vado, sono già in ritardo. Non bere troppo, non serve affogare i propri dispiaceri nel vino. Fatti dare piuttosto un consiglio dalla tua amica Helen.” Un sorriso amaro si stampò sul viso di Roby che lasciò Giovanna sdraiata, nuda, sul due posti in centro della stanza. Uscì e richiudendosi la porta alle spalle si chiese che fine avrebbe fatto quella che lui avrebbe voluto fosse stata, la donna della sua vita.