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domenica 9 ottobre 2011

Ti devo parlare...

“Ste, ciao. Sono io. Senti … ho bisogno di parlarti..”
“Cosa c’è? Sei di nuovo in crisi perché sei stanca di fare due lavori, il mondo fa schifo e odi tutti ?” rispose seccamente  Stefano, ma subito si risentì : “ Scusa Gio, è che negli ultimi tempi sei sempre incazzata, triste, non ti va bene nulla. Dimmi”
“Verresti a cena con me venerdì sera? Però dovresti muoverti tu perché sabato lavoro ad una manifestazione in piazza e devo alzarmi presto”.
“ Ma con il lavoro al pub come fai?”
“Non lavoro più al pub … mi sono licenziata”
“E con i soldi come pensi di arrangiarti? L’agenzia ti passa appena il necessario per mangiare e pagarti l’affitto, sei impazzita?”
“Non ti preoccupare, ho parlato con il mio capo e mi ha detto che ha bisogno di me in modo più continuativo, specialmente ora che inizia la bella stagione, così mi fa fare più ore e mi paga anche di più … bhè, non tanto di più ma …. arrivo a prendere lo stesso che con il lavoro serale.
Allora, sei libero?”
“Certo. Ti passo a prendere venerdì sera alle otto e mezza, sotto casa tua?”
“Ok, a venerdì”.
Stefano non le chiese neppure di che cosa volesse parlare a cena, probabilmente lo intuiva, forse anche lui desiderava la stessa cosa. Basta tira e molla, basta ripensamenti, attese, distanze, forse i loro otto anni di differenza cominciavano a farsi sentire, Giovanna era davvero una ragazzina quando aveva conosciuto Stefano e anche oggi, aveva ancora tutta una personalità da creare.
Arrivò il fatidico venerdì sera e Valentina, che ovviamente sapeva tutto e voleva aiutare la sua amica, invitò a casa l’intera compagnia per fare un po’ di festa, non voleva che Giovanna potesse ntirsi sola. Ovviamente invitò anche Roby: “Gio, so che stai per affrontare un momento molto difficile, ho più paura io di te …”  “Paura di cosa?”
“Di perderti. Trova il coraggio di mettere la parola fine ad una storia che sì, è stata importante per te ma … adesso voglio esserci io nella tua vita, abbiamo così tante cose da fare, da costruire …. Gio, io ti amo.”
Giovanna faceva la dura ma dentro tremava, sapeva che lei e solo lei poteva risolvere questa cosa. Uno squillo al telefono. Stefano era sotto casa che l’aspettava.


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