Giovanna trovò un nuovo monolocale non distante dal centro. Era piccolo ma accogliente e una sera, mentre finalmente anche l’ultimo scatolone era stato svuotato, squillò il telefono. Senza badare al numero, rispose.
“Pronto?”
“Ciao …. sono Stefano … Come stai?”
Anche Stefano seppe degli sviluppi della vita di Giovanna, il mondo si sa, è piccolo e la gente mormora!
O come piaceva dire a Giovanna, non si fa mai i cazzi suoi!
O come piaceva dire a Giovanna, non si fa mai i cazzi suoi!
Non sapeva cosa rispondere, sentire la voce di Stefano dopo tanto tempo le provocò un misto di piacere ma anche di rabbia.
“Il mio solito vortice di emozioni …. e tu? Stai bene?”
“Sì,sì … Senti, so che forse sono inopportuno ma … ci verresti a prendere un caffè con me?
Niente di complicato, due chiacchiere. Ti va?”
Per un attimo Giovanna pensò a tutti gli anni che aveva trascorso con Stefano, a tutto quello che era successo e l’attimo successivo ricordò anche gli occhi azzurri di Roby: non poteva stare né con uno né con l’altro perché quando lo faceva, inspiegabilmente, si sentiva in colpa per la persona che non poteva amare. Sì, lo so, è assurdo, ma era così! Un misto di angoscia e voglia di vomitare le fece rispondere:
“Scusa Stefano, non posso. Ho deciso che la mia vita deve prendere una strada nuova, diversa, lontana dalle cose indefinite, voglio qualcosa che mi faccia stare bene e per ora ho solo il desiderio di restare sola e concentrarmi su di me, su di me e basta. Fallo anche tu, ti prego. Ho già sofferto e fatto soffrire abbastanza. Per tutti c’è una strada, un destino e io voglio trovare il mio a tutti i costi! Perdonami ma non posso accettare.”
Stefano conosceva Giovanna troppo bene, questa volta diceva sul serio. L’aveva amata così tanto, l’aveva aspettata così tanto ma, gli vennero in mente le parole della canzone di Neffa …”è meglio una delusione vera che una gioia finta…” . Lei era stata la sua “coppa uefa” ma a volte le cose non vanno come vogliamo noi, decise in quell’istante, che un’altra stella avrebbe illuminato il suo cammino e prima o poi l’avrebbe trovata:
“Come vuoi Gio … hai ragione, ognuno ha il suo destino. Ricordati di non mollare mai, farò lo stesso anch’io. Ti auguro ogni bene, davvero. Ciao.”
Giovanna ripensò alle parole del suo amico: non avrebbe guardato né a destra né a sinistra … sarebbe andata dritta, verso il suo destino.

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