Dopo quella serata Giovanna e Roberto non si videro per circa un mese poi, un pomeriggio, l’agenzia di spettacoli mandò la nostra “giornalista in cerca di gloria” a fare volantinaggio e finito il giro, restò un ultimo negozio da visitare. Era tentata di non percorrere il viale alberato che la separava dalla porta d'ingresso, non ce la faceva più stanca com'era dai km fatti fin dal mattino ma, il suo innato ( e a volte esagerato :) )senso del dovere, mosse le sue gambe fino alla meta. Entrò e di nuovo quella sensazione, violenta ma allo stesso tempo piacevole di gola asciutta e stomaco che brucia: Roby! Allora lavorava lì! Era sporco, sudato e pieno di cavi ovunque, oberato evidentemente di lavoro e quando alzò lo sguardo non la riconobbe:
- “Dimmi, hai bisogno?”
- “Ciao, sono Giovanna, lavoro per l’agenzia di spettacoli … ti ricordi? Abbiamo lavorato insieme circa un mese fa… Va bhè, sono venuta ad appendere un manifesto. Posso?
- “Ciao! Scusa, non ti avevo riconosciuta! Che figura! tutto bene?”
- “ Abbastanza, a parte i piedi completamente andati, la faccia che brucia per il vento e la sola voglia di andarmi a coricare!”
Sorrise. Com’era bello …
- “Posso offrirti un caffè?” Le chiese.
- “No, ti ringrazio ( e figurati se presa dal panico non sceglieva la via della fuga!)
ora devo andare, buon lavoro!”
ora devo andare, buon lavoro!”
Giovanna corse fuori dal negozio, il cuore le batteva fortissimo, camminò ad una velocità tale che in poco tempo fu vicina a casa …. Sì …. il negozio di Roby era nella stessa città in cui lei viveva con Valentina: a volte non bisogna chiedersi il perché delle cose, accadono e basta.
E si avviò verso un meritato riposo con un sorriso che da tempo nemmeno si intravedeva sulle sue labbra...
E si avviò verso un meritato riposo con un sorriso che da tempo nemmeno si intravedeva sulle sue labbra...

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